Chi cerca «gnatologo» di solito ha già un sintomo in corso: la mandibola che fa male o scrocchia, la bocca che una mattina si apre a metà, il mal di testa che arriva sempre nella stessa zona, i denti che sembrano più corti di qualche anno prima. La parola, però, non dice da sola che cosa aspettarsi: non è un medico diverso dal dentista, non esiste un albo degli gnatologi e la visita non assomiglia al controllo annuale a cui siamo abituati.

Questo articolo spiega chi è lo gnatologo, di che cosa si occupa la gnatologia, che differenza c’è rispetto al controllo odontoiatrico generale e all’ortodonzia, come si svolge una visita gnatologica e quando ha senso chiederla. Sono informazioni generali: servono ad arrivare alla visita con le idee più chiare, non a fare una diagnosi a casa.

Visita gnatologica: quando ha senso
MOTIVI PER CHIEDERLA
  • Dolore alla mandibola o davanti all’orecchio
  • Rumori o blocchi aprendo la bocca
  • Muscoli del viso indolenziti al risveglio
  • Denti consumati o scheggiati senza carie
PRIMA ALTRI CONTROLLI
  • Dolore forte concentrato su un dente
  • Gonfiore del viso, febbre, malessere
  • Dolore all’orecchio con calo dell’udito
  • Dolore al viso improvviso e molto intenso

Chi è lo gnatologo

Lo gnatologo è un odontoiatra, cioè un dentista, che dedica la propria attività alla funzione masticatoria: il modo in cui denti, muscoli della mandibola e articolazione temporo-mandibolare lavorano insieme. L’articolazione temporo-mandibolare è il punto, appena davanti all’orecchio, in cui la mandibola si collega al cranio: è l’unica articolazione del corpo che muoviamo migliaia di volte al giorno senza accorgercene, parlando, masticando e deglutendo.

La gnatologia non è una laurea a parte: è l’ambito di cui quel professionista si occupa in modo particolare, dopo la laurea in Odontoiatria e l’iscrizione all’albo degli odontoiatri. Per questo «gnatologo», «dentista gnatologo» e «medico gnatologo» indicano la stessa figura, al femminile «gnatologa», e l’iscrizione all’albo si può sempre chiedere e verificare negli elenchi pubblici dell’Ordine provinciale.

Il nome viene dal greco gnáthos, mandibola. In letteratura e nei documenti clinici i problemi di cui si occupa vengono raccolti sotto l’etichetta di disordini temporo-mandibolari: un gruppo di condizioni diverse fra loro, che possono riguardare i muscoli, l’articolazione o entrambi, e che per questo non hanno una cura unica valida per tutti.

Di quali disturbi si occupa

I motivi che portano a una visita gnatologica sono quasi sempre questi, da soli o insieme fra loro.

  • Dolore alla mandibola, alle guance, alle tempie o appena davanti all’orecchio, che spesso peggiora masticando cibi duri o a fine giornata.
  • Rumori dell’articolazione: un clic secco all’apertura o alla chiusura, oppure un rumore più sordo e continuo. Un clic isolato e indolore è frequente e di per sé non è una malattia.
  • Difficoltà ad aprire la bocca, fino all’episodio in cui la mandibola resta bloccata, aperta o chiusa, per qualche minuto o più a lungo.
  • Digrignamento e serramento dei denti, di notte o durante il giorno, con muscoli del viso indolenziti al risveglio e smalto consumato.
  • Denti che si consumano, si scheggiano o diventano sensibili senza che ci siano carie, e otturazioni o corone che si rompono più volte nello stesso punto.
  • Mal di testa ricorrente nella zona delle tempie, soprattutto al risveglio, quando non è spiegato da altre cause.
  • Fischi o ronzii all’orecchio e senso di orecchio chiuso che cambiano muovendo la mandibola, dopo che un otorinolaringoiatra ha escluso cause dell’orecchio.
  • La sensazione che i denti non chiudano più come prima, per esempio dopo una cura, un trauma o un periodo di dolore.

Gnatologo, dentista, ortodontista: chi fa che cosa

La differenza non sta nel titolo ma in ciò che si guarda durante la visita. Il controllo odontoiatrico generale si occupa dello stato dei denti e delle gengive: carie, tartaro, otturazioni, infiammazioni. È la visita giusta quando il problema è un dente che fa male, un gonfiore o una gengiva che sanguina.

La visita gnatologica parte invece dalla funzione: dove nasce il dolore, quanto si apre la bocca, come si muove la mandibola, quali muscoli sono dolenti alla pressione, come le arcate si incontrano. Non sostituisce il controllo generale, ci si aggiunge, e spesso è lo stesso studio a svolgere entrambe le cose in momenti diversi.

L’ortodonzia, a sua volta, si occupa della posizione dei denti e del rapporto fra le arcate, con apparecchi o allineatori. I due ambiti si incontrano, perché il modo in cui i denti chiudono riguarda entrambi, ma gli obiettivi restano distinti: l’ortodonzia sposta i denti, la gnatologia si occupa dei sintomi della funzione masticatoria. Un bite, per esempio, non è un apparecchio: non serve a raddrizzare i denti.

Come si svolge la visita gnatologica

È una visita clinica: si guarda, si tocca, si misura e si parla. Non comporta fastidio e di solito segue questa sequenza.

  • Si raccoglie la storia del disturbo: da quanto dura, in che momenti della giornata compare, che cosa lo peggiora e che cosa lo allevia, se ci sono stati traumi, cure recenti o periodi di stress intenso.
  • Si registrano le malattie in corso, i farmaci assunti e i disturbi del sonno, perché cambiano l’interpretazione dei sintomi.
  • Si misura quanto si apre la bocca e come si muove la mandibola nei vari movimenti, osservando se il percorso è simmetrico.
  • Si appoggiano le dita sui muscoli della masticazione e davanti alle orecchie per capire quali punti sono dolenti e se il dolore è quello che la persona riconosce come proprio.
  • Si ascoltano i rumori dell’articolazione durante l’apertura e la chiusura.
  • Si controlla come i denti chiudono fra loro, si cercano i segni di consumo dello smalto e si valuta lo stato di otturazioni e corone.
  • Si richiedono esami radiografici o di altro tipo soltanto quando il risultato può cambiare la diagnosi o la scelta della cura, e viene spiegato il motivo.
  • Alla fine si spiega che cosa è stato trovato, con quale urgenza va affrontato e quali sono le strade possibili, compresa quella di osservare e ricontrollare.

Che cosa può proporre dopo la visita

Non esiste un unico trattamento per tutti, perché sotto la stessa etichetta ci sono problemi diversi. Le strade che si valutano, da sole o combinate, sono di solito queste.

  • Indicazioni da applicare nella vita di tutti i giorni: evitare cibi molto duri o gomme da masticare nelle fasi di dolore, non tenere i denti a contatto durante il giorno, limitare i movimenti estremi della mandibola.
  • Un bite su misura, cioè un apparecchio in resina che si appoggia sui denti e viene realizzato su impronta: serve soprattutto a proteggere i denti dal digrignamento e a ridurre il carico sui muscoli, e va controllato e regolato nel tempo.
  • Terapie fisiche e esercizi, quando il problema è prevalentemente muscolare: in questi casi si lavora insieme ad altri professionisti, come il fisioterapista.
  • Il trattamento di cause odontoiatriche presenti, per esempio una corona troppo alta, un dente che interferisce nella chiusura o una cura rimasta incompleta.
  • Il confronto con altri specialisti quando i sintomi lo richiedono: l’otorinolaringoiatra per l’orecchio, il neurologo per alcune forme di mal di testa, il medico di famiglia per i disturbi del sonno.
  • Controlli programmati per verificare se il percorso sta funzionando, perché la risposta alla cura è una parte della diagnosi.

Che cosa non si può promettere

La gnatologia lavora su disturbi che spesso hanno più di una causa e che possono andare e tornare nel tempo. Per questo l’obiettivo realistico è ridurre il dolore e migliorare la funzione, non far sparire per sempre un rumore o garantire che il digrignamento notturno non si ripresenti. Chi promette un risultato certo prima di aver visitato sta dicendo qualcosa che nessuno può sapere.

Vale anche al contrario: un clic della mandibola senza dolore e senza limitazioni non richiede per forza un trattamento, e la scelta di osservare è una scelta clinica legittima. Prima di accettare trattamenti estesi o irreversibili sulla base di un problema all’articolazione è ragionevole chiedere che cosa accade se non si fa nulla e, davanti a cure impegnative, un secondo parere.

Ragazzi e bambini

Nei ragazzi un clic davanti all’orecchio è un riscontro frequente e nella maggior parte dei casi non si accompagna ad altri sintomi. I segnali che meritano una valutazione sono il dolore che dura, la difficoltà ad aprire la bocca, il blocco della mandibola e lo smalto che si consuma in modo evidente. Nelle visite di controllo dei più giovani la funzione della mandibola viene comunque osservata insieme alla crescita dei denti.

Quanto costa e dove si fa la visita

Per andare dallo gnatologo non serve l’impegnativa del medico di base: all’odontoiatra si accede direttamente. Il costo della visita e di un eventuale bite dipende dalla situazione e dal percorso che si decide, quindi le cifre che si leggono online sono soltanto indicative: il riferimento è il preventivo scritto che viene consegnato dopo la visita.

Lo Studio Dentistico Temprendola è a Bergamo, in Via Maglio del Rame 21, e si occupa anche di gnatologia: dolore e rumori della mandibola, bruxismo e bite su misura. Per una visita o un’informazione puoi chiamare lo 035 249136 oppure scrivere su WhatsApp al +39 389 4806688.

Domande frequenti

Che cosa fa esattamente lo gnatologo?

Valuta come denti, muscoli della mandibola e articolazione temporo-mandibolare lavorano insieme, per capire da dove arrivano dolore, rumori, blocchi o consumo dei denti. Dopo la visita propone il percorso adatto al caso: indicazioni pratiche, un bite su misura, terapie fisiche, la cura di problemi odontoiatrici presenti o il confronto con altri specialisti.

Gnatologo e dentista sono la stessa cosa?

Lo gnatologo è un dentista: la laurea e l’albo sono gli stessi. Cambia l’ambito di cui si occupa in modo particolare. Il controllo odontoiatrico generale guarda carie, gengive e igiene; la visita gnatologica parte dai sintomi della funzione masticatoria, cioè dolore, rumori, apertura della bocca e segni di digrignamento.

Serve l’impegnativa del medico per la visita gnatologica?

No. All’odontoiatra si accede direttamente, senza prescrizione del medico di base. Una richiesta può servire soltanto per alcuni esami o per la visita di un altro specialista, se nel percorso viene ritenuta utile.

Il bite sposta o raddrizza i denti?

Il bite non è un apparecchio ortodontico e non serve a raddrizzare i denti: è un dispositivo in resina che si appoggia sulle arcate per proteggere i denti dal digrignamento e ridurre il carico sui muscoli. Proprio perché resta in bocca per molte ore va controllato periodicamente, così da verificare che appoggi come deve.

Quante volte si torna dopo la visita gnatologica?

La visita è un singolo appuntamento e si conclude con la spiegazione di quello che si è trovato. Se si decide per un bite servono di solito un appuntamento per le impronte e uno per la consegna e la regolazione; dopo si fissano i controlli, perché la risposta al trattamento fa parte della valutazione.

Si dice gnatologo o gnatologa?

Entrambi: sono il maschile e il femminile della stessa attività, come dentista e odontoiatra. Si incontrano anche le forme «dentista gnatologo» e «medico gnatologo», che indicano sempre un odontoiatra che si dedica alla funzione masticatoria.

A chi mi rivolgo se digrigno i denti di notte?

A un dentista che si occupi di gnatologia. Serve capire quanto il digrignamento stia interessando denti, muscoli e articolazione: da lì si valuta se un bite notturno è indicato e quali altre indicazioni possono aiutare. Il digrignamento non si corregge con la volontà, perché avviene nel sonno.

Approfondimenti

Vai all'inizio della pagina